Premio Campiello 2018

08.10.2018

Campiello: /cam·pièl·lo/ s.m.
Piccola piazza veneziana, nella quale sboccano le calli. Luogo di scambio di merci e idee. Sede privilegiata per la nascita e la crescita di cultura e cambiamento.

Il Premio Campiello è stato istituito nel 1962 dagli Industriali Veneti, ed è uno dei premi letterari più prestigiosi nel panorama italiano contemporaneo quest’anno giunto alla sua 56° edizione. Il Premio ha come missione celebrare la sinergia tra imprese e cultura. Come ci racconta l’etimologia del nome, il premio ha come obiettivo coinvolgere la collettività, sia nelle modalità di definizione del vincitore che nel desiderio di dare alla cultura orizzonti sempre più ampi.

Una delle peculiarità del premio è il sistema di selezione del vincitore. Una Giuria di Letterati, composta da personalità culturali di spicco, segnala i 5 libri finalisti, questi devono essere stati pubblicati nello stesso anno. La Giuria dei Trecento Lettori procede poi con la lettura dei 5 finalisti e la selezione del vincitore, mediante un sistema di votazione anonimo.

Quest’anno la giuria popolare – “dei Trecento Lettori” – del Premio Campiello ha visto tra i suoi membri anche Anna Zanetti. Anna in linea con il resto della famiglia, dimostra una passione per la cultura e in particolare verso la letteratura. Ha studiato all’Università di Oxford, specializzandosi in letteratura, filosofia e arte. Vive e lavora a Londra e ama scrivere di cultura, arte, teatro e viaggi nel suo blog dal nome Take your life and make it a masterpiece.

La cinquina finalista di quest’anno era ricca ed eclettica e, nella sua ricercatezza, per nulla banale. Le opere andavano dalla fantascienza al saggio pseudo-storico, passando per il simil-graphic novel e il romanzo tradizionale.

Ad aggiudicarsi l’ambito premio è stato Le assaggiatrici di Rosella Postorino, un romanzo svelto, agile, intrigante, che racconta la storia delle assaggiatrici di Hitler, incaricate di assaggiare i piatti del Führer per assicurarsi non fossero avvelenati. Inteso in senso metaforico, il libro parla del coraggio di “assaggiare” la vita, e di non aver paura di ciò che ci sostenta, anche se potrebbe al tempo stesso ucciderci.

Sempre sul filone storico e romanziero è La ragazza con la Leica di Helena Janeczek, già vincitore del Premio Strega. L’opera ricostruisce il ritratto (fotografico, oltre che biografico) di Gerda Taro, una giovane fotoreporter travolta da un carro armato durante la guerra civile spagnola. Vista dagli occhi delle persone a lei più vicine, Gerda emerge in tutto il suo coraggio, talento e sete di libertà.

Mio padre la rivoluzione di Davide Orecchio è altrettanto storico, ma dal taglio decisamente più astratto. Orecchio dà corpo e personalità a entità storiche astratte o anni significativi, trasformandoli in personaggi che dialogano col popolo, credono nei loro ideali, e seguono le sorti dei loro leader. In bilico sul filo ipersottile dell’allegoria, il libro è una collezione di situazioni, epoche, citazioni, dove la storia si fa concreta solo per ridivenire universale.

Diametralmente opposto è Le vite potenziali di Francesco Targhetta, che non ha nulla di storico e tutto di contemporaneo. Targhetta traccia i destini di tre amici e colleghi veneti che lavorano nel rapido mondo dell’informatica, dove ogni scelta è una potenzialità che si può concretizzare, ma anche una via che si può chiudere. Lo stile di Targhetta, che da poeta esordisce come prosatore, è attento e misurato, con pagine riflessive di grande intensità intellettuale.

Da ultimo, Ermanno Cavazzoni descrive il suo libro così: “Questo libro è di fantascienza, più fanta che scienza”. La galassia dei dementi è l’ipotesi fantasmagorica e eroicomica di un futuro non troppo lontano, dominato da robot, alieni e umani sovrappeso. La tecnologia ha preso il sopravvento, ma c’è ancora spazio per i sentimenti, resi buffoneschi dal fatto che negli androidi essi sono indice di malfunzionamento. Un Orlando Furioso d’altri tempi (letteralmente), il libro è epico anche nella mole – 663 pagine!

Amiamo l’arte in tutte le sue espressioni, dalla moda, alla letteratura, e siamo onorati di renderle omaggio dedicando alcuni dei nostri approfondimenti a tutte quelle forme di cultura che per noi sono fonte di arricchimento e ispirazione.